Categoria: Audio e Hi-Fi

Brionvega: prodotti mitici in versione high-tech

24 Marzo 2008

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Tornano i mitici modelli di radio dello storico marchio italiano Brionvega. Negli anni ’60 e ’70 sono nati tantissimi oggetti di elettronica di consumo entrati per giusto diritto nel mondo del mito ed ormai considerati dei veri prodotti-culto che rappresentano in modo ineguagliabile un’epoca ricca di idee e creatività. Il ritorno a valori estetici dell’epoca ha fatto si che il prestigioso marchio abbia deciso di tornare alla ribalta con oggetti di design, che rivisitano i prodotti storici del brand in chiave tecnologica (come il televisore Doney, rifacimento di un modello del 1962 firmato dai designer Marco Zanuso e Richard Sapper, o il modello Algol).

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Una spinta in questa direzione è stata data anche dall’acquisizione, da parte della SIM2 Multimedia, del ramo di azienda Brionvega dedicato alla produzione audio. E’ nata così la controllata BV, una società che realizza e distribuisce nuovi prodotti o nuove versioni di prodotti storici del marchio.

Una delle rivisitazioni a mio parere più interessante è quello della mitica ‘Radio Grattacielo’, la RR127 progettata nel 1965 sempre da Zanuso e Sapper. Il nome le è stato dato per la particolare forma a parallelepipedo che permettere di posizionarla sia in verticale che in orizzontale. A questo proposito le indicazioni delle frequenze delle radio sono scritte in entrambi i sensi. Nella rivisitazione la radio grattacielo è stata rinominata RR227 ed è stata aggiornata con una porta USB, un lettore SD card ed una presa per collegare un lettore MP3. Questo modello sarà disponibile a partire dal prossimo aprile al prezzo di 179 euro.

Un altro classico ora riproposto dalla Brionvega è il celebre Radiofonografo, ideato nel 1965 da Pier Giacomo e Achille Castiglioni. Questo modello, ora rinominato RR226, comprende amplificatore, radio, giradischi e due diffusori removibili. Il modello aggiornato ha però, per ovvi motivi, anche il lettore CD e DVD.

Le spese esorbitanti dello stand-by

4 Marzo 2008

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Ma quanto ci costa il puntino rosso sugli apparecchi tecnologici presenti nelle nostre abitazioni high-tech? E’ quello che si sono chiesti a Media World, la catena di negozi di elettronica, che ha commissionato un’indagine ai laboratori della AF Digitale su qual è il consumo effettivo in watt dei principali prodotti di elettronica in stand-by che concorrono alla ‘lievitazione’ della bolletta Enel. I risultati sono stupefacenti e devono fare riflettere, anche perché oltre a far aumentare le spese di energia elettrica, questo sperpero produce effetti sull’ambiente a causa della maggiore emissione di anidride carbonica. Alcuni esempi, riportati dal supplemento del lunedì di Repubblica, possono essere alquanto esplicativi.

Un cellulare in ricarica consuma circa 5 watt all’ora pari ad euro ogni mille ore di ricarica. Se si tiene conto che in Italia gli apparecchi attivi sono 80 milioni e che una ricarica media è di 5 ore al giorno, la spesa per l’energia elettrica in un anno per ricaricare i cellulari è di circa 145 milioni di euro.

Una parte di una scheda madre di un pc spento rimane accesa e consuma 4 watt all’ora cioè circa 6 euro l’anno. Se si calcola che in Italia solo i pc privati arrivano a circa 30 milioni di unità che da spenti assorbono 120 milioni di watt, il consumo totale tocca i 180 milioni di euro. In stand-by il pc consuma invece 6,84 watt e quindi 10 euro l’anno e in modalità acceso ed inattivo ben 120-150 watt, pari ad 1 euro ogni 40-50 ore.

Un altro dato incredibile è quello che riguarda i videoregistratori in stand-by. In pratica, un vhs ‘addormentato’, si alimenta a 3 watt all’ora e fa spendere al proprietario 5 euro all’anno solo per questo. Se, per esempio, viene utilizzato 2 ore al giorno, consuma durante le altre 22 ore in cui si trova in modalità stand-by, una quantità di energia ben 5 volte superiore a quella consumata nelle due ore in cui era acceso.

Secondo il direttore del mensile AF Digitale, Gianfranco Giardina, “i set-top box fanno finta di andare in stand-by, ma continuano ad assorbire energia elettrica: un danno da 50 megawatt”. I decoder fanno spendere dai 10 ai 20 euro all’anno, un vero salasso rispetto alle altre apparecchiature elettriche. Il risultato di tutte queste rilevazioni è che l’8% dei consumi di energia elettrica è utilizzato per tenere in stand-by gli apparecchi elettronici delle nostre case high-tech.

Il Numark TTUsb trasforma il vinile in digitale

5 Febbraio 2008

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E’ di oggi la notizia che la vendita di vinile è in forte crescita negli ultimi anni (nel 2007, in tutto il mondo, sono stati venduti, tra album e 45 giri, il 15,4 per cento in più rispetto al 2006), in controtendenza a quella che era l’opinione diffusa che i cd ed internet avrebbero soppiantato totalmente i vecchi modi di ascoltare musica. Alla luce di questo la statunitense Numark, sempre alla ricerca di link tra il mondo digitale dei computer e quello analogico tradizionale, ha prodotto il Numark TTUSB, un giradischi in grado di leggere i vinili e, grazie al collegamento via Usb direttamente al pc, senza l’installazione di nessun driver, di poter trasferire in digitale il loro contenuto.

Il Numark TTUSB può essere collegato sia al Pc che al Mac e tramite il controllo anti-skating (che serve per migliorare il bilanciamento stereo) lavora a 33 e a 45 giri. E’ fornito di un pitch control operante nel range +/-10%, di un ingresso minijack e di un’uscita stereo RCA per il collegamento tradizionale.

Il TTUSB si rivela uno strumento molto adatto per dj, costretti a passare dagli Lp ai Cd, ai file Mp3 e per tutti coloro che, appassionati di musica, hanno collezionato album di tutti i formati. All’acquisto, insieme al TTUSB, viene fornito anche il software Audacity, indispensabile per rimuovere dal materiale registrato i rumori e i disturbi classici del vinile, che è in grado di supporta la registrazione a velocità superiore, permettendo poi il ritorno alla velocità originale, e di consentire il salvataggio nei formati .Wav e .mp3 del materiale. In questo modo è possibile creare i propri archivi musicali da trasferire poi sui lettori MP3 portatili. Il TTUSB è fornito anche di tutti i cavi necessari al suo utilizzo. Il costo in Italia è di circa 200 euro, anche se negli Stati Uniti è commercializzato a 139 dollari (93 euro circa).

Il  Numark TTUsb è acquistabile online 

Trinvo, il traduttore vocale

23 Ottobre 2007

Già distribuito all’estero, ora arriva anche in Italia Trinvo, il traduttore vocale capace di riprodurre parole e frasi in 12 lingue differenti. Adatto soprattutto a chi viaggia molto e non ha dimestichezza della lingua parlata del paese o anche solo a chi ha necessita di un tutor come supporto per imparare la lingua, Trinvo è in grado di tradurre in inglese, tedesco, francese, spagnolo, italiano, portoghese, olandese, russo, turco, arabo, cinese e giapponese. Nella memoria di questo dispositivo sono contenute circa 750 frasi e 2500 parole d’uso comune o in ogni modo inerenti alle situazioni più comuni che si possono riscontrare durante un viaggio, come la richiesta di informazioni su luoghi da visitare, mezzi di trasporto, ristoranti ecc. Oltre alla traduzione vocale, Trinvo visualizza sul display il testo scritto, mantenendo i segni alfabetici e gli ideogrammi degli idiomi che utilizzano un alfabeto differente dal nostro (come il russo, l’arabo e le lingue orientali). Questo consente una facile lettura anche ai madrelingua. L’utilizzo è molto semplice. Le parole e le frasi che si vogliono tradurre devono essere selezionate nello stesso modo in cui si scelgono i brani musicali sulla maggior parte dei lettori MP3. Immediatamente questi vengono riprodotti dal suo altoparlante integrato e sul display LCD. La linea di questo traduttore vocale è estremamente accattivante. E’ disponibile in diverse tonalità dal total black al silver con dettagli in nero, bianco o grigio. Trinvo è accessoriato, inoltre, con un convertitore di valute e misure, un orologio in grado di gestire diversi fusi orari, una sveglia programmabile, e numerosi giochi. Alimentato da due batterie stilo, è acquistabile ad un prezzo di 59 euro.

E’ sbarcato sulla terra Amazon MP3

26 Settembre 2007

Dopo una lunga e sofferta attesa ieri è stata presentata al mondo ufficialmente la beta dello store di Amazon per la musica digitale, Amazon MP3. Il servizio apre i battenti con un catalogo di oltre due milioni di brani, tutti in formato MP3 e senza alcuna protezione DRM. Non avere la protezione DRM vuol dire avere la libertà di ascoltare i brani scaricati su qualsiasi dispositivo portatile. Lo scopo è quello di cercare di contrastare lo strapotere di iTunes della Apple che, da solo, gestisce la maggioranza del download legale di musica su Internet. All’impresa partecipano circa diecimila case discografiche comprese due delle maggiori major: Emi e Universal. La scelta no-DRM di Amazon ha causato la defezione, però, di Sony BMG e Warner Music, non propense a percorrere la via DRM Free. I brani di Amazon vengono offerti ad un bit rate di 256 Kbps e costano tra gli 89 e i 99 centesimi di dollaro (contro i 99 con DRM e i 129 senza DRM di iTunes). Gli album variano tra i 5,99 e 9,99 dollari. Insomma un bell’affare per della musica che può essere riprodotta e masterizzata a proprio piacimento. Peccato solo che il catalogo sia aperto solo ai cittadini residenti negli Stati Uniti. Tutti gli altri possono solo navigare e visionare i brani ma non possono acquistarli.

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