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Kyoto Box: il forno solare che salverà milioni di persone

16 aprile 2009

kyotobox

Jon Bøhmer, norvegese trapiantato a Nairobi, ha vinto il Climate Change Challenge del Financial Times, con l’invenzione di un forno di cartone ad energia solare, il Kyoto Box. Con cinque dollari questo giovane inventore è riuscito ad ideare un forno che potrebbe cambiare in meglio la vita di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.

L’idea di Bohmer è molto semplice e di facile realizzazione: in pratica si tratta di due scatole di cartone infilate l’una nell’altra, quella esterna è ricoperta di carta argentata e quella interna completamente dipinta di nero. Posto sotto i raggi solari, il Kyoto Box è in gradi di far bollire dieci litri di acqua in due ore consentendo così anche alle persone che vivono nei paesi più isolati e lontani di sterilizzare l’acqua infetta, principale causa di morte per milioni di bambini africani. La straordinarietà di questa invenzione risiede anche nel fatto che può essere prodotta da qualunque scatolificio con costi veramente irrisori, dato che i macchinari non devono neanche essere modificati. Una fabbrica di Nairobi ha già messo in preventivo di confezionarne due milioni e mezzo di esemplari in un mese.

Oltre al miglioramento del tenore di vita, la diffusione su larga scala del forno di cartone ad energia solare permetterà di diminuire notevolmente l’uso di legna da ardere per cucinare e quindi la deforestazione. In questo modo si abbasseranno anche le emissioni di anidride carbonica e quindi l’inquinamento. Si calcola che, con il forno solare, una famiglia potrebbe ridurre fino a due tonnellate di CO2 ogni anno.

E’ incredibile pensare come un’idea così semplice possa trasformarsi in una soluzione rivoluzionaria per milioni di esseri umani. “Ci sono scienziati che lavorano per mandare la gente su Marte – ha, infatti, commentato Bohmer – Io ho cercato qualcosa di più semplice e popolare”. E’ c’è realmente riuscito.

Xeros: la lavatrice ecosostenibile

18 giugno 2008

Promette di essere una delle rivoluzioni ‘domestiche’ più incredibili di questi anni la lavatrice inventata dall’azienda inglese Xeros. Con l’utilizzo di una sola tazza di acqua e di un po’ di detergente promette di ottenere un bucato profumato e pulito alla stregua dei lavaggi normali, anche contro le macchie più ostinate, come quelle di rossetto e di caffé.

Il segreto dei ricercatori dell’Università di Leeds, che hanno realizzato questa futuristica lavatrice, risiede in 20 chili di chip plastica, riciclabili fino a 100 volte, che assorbono lo sporco presente sui vestiti. Con questo sistema si possono approssimamente lavare panni per 6 mesi, prima di dover cambiare i chip. Mediamente una lavatrice tradizionale necessita di circa 35 chili d’acqua per ogni chilo di vestiti. Senza contare il dispendio di energia per scaldare l’acqua. Con la washing machine della Xeros, il consumo di acqua ed energia è pari al 2 per cento attuale.

Un vero crollo nel livello dei consumi che consente un risparmio non solo a livello economico ma anche su un piano ambientale. Di fronte all’emergenza idrica che sta investendo il nostro pianeta, questa lavatrice britannica, se utilizzata per i lavaggi industriali, potrebbe essere il primo passo per affrontare concretamente il problema. La lavatrice Xeros è stata progettata dal Professor Stephen Burkinshaw e sarà commercializzata già dal prossimo anno in Inghilterra.