Tag: ricerca

Vendite record per Nintendo Wii ma non migliora la forma fisica

8 gennaio 2010

Ninetendo Wii fit
Incredibile successo di vendite per le consolle Nintendo Wii, dopo la flessione dei mesi scorsi. I dati raccolti nel resoconto interno dell’andamento aziendale aggiornati al 31 dicembre 2009 mettono in luce un evidente dominio delle consolle Nintendo (sia DS che Wii) sul mercato europeo. Di Nintendo DS in Europa ne sono state vendute, ad oggi, infatti, 40 milioni di unità e della Wii 20 milioni attestandole come le consolle con il maggior tasso di penetrazione in assoluto (fastest selling consolle) cioè quelle più vendute in un arco di tempo prestabilito, rispettivamente in ambito portatile e domestico.

Di Wii Fit poi ne sono state distribuite 10 milioni di unità. Si calcola che in poco più di un mese chi aveva già acquistato una consolle Wii ha deciso di comprare anche la Wii Fit o la Wii Fit plus, programmi per fare ginnastica in casa seguendo le istruzioni dettate dalla consolle. A parere di Satoru Iwata, presidente della casa produttrice, l’aumento delle vendite è da attribuire al taglio dei prezzi e all’introduzione di giochi nuovi.

Ma non sono tutte rosee le news che circondano la consolle Nintendo Wii. E’ di questi giorni la notizia che i ricercatori dell’Università del Mississippi hanno dimostrato come il videogioco Nintendo dedicato al fitness non aiuti a tenersi in forma. I ricercatori hanno seguito 8 famiglie, alle quali è stato prestato un gioco Wii Fit e la piattaforma di esercizi per 6 mesi, analizzando non solo il giovamento fisico ma anche l’effettivo utilizzo dell’apparecchio. Il risultato è stato alquanto deludente visto che non si è evidenziato un miglioramento della tonicità delle fasce muscolari ne una perdita di peso. Inoltre è stato dimostrato che l’interesse verso la Wii fit si riduce dell’82% tra le prime settimane e le sei settimane successive passando da una media di 22 minuti al giorno a soli 4 minuti.

Le spese esorbitanti dello stand-by

4 marzo 2008

stand-by.jpg

Ma quanto ci costa il puntino rosso sugli apparecchi tecnologici presenti nelle nostre abitazioni high-tech? E’ quello che si sono chiesti a Media World, la catena di negozi di elettronica, che ha commissionato un’indagine ai laboratori della AF Digitale su qual è il consumo effettivo in watt dei principali prodotti di elettronica in stand-by che concorrono alla ‘lievitazione’ della bolletta Enel. I risultati sono stupefacenti e devono fare riflettere, anche perché oltre a far aumentare le spese di energia elettrica, questo sperpero produce effetti sull’ambiente a causa della maggiore emissione di anidride carbonica. Alcuni esempi, riportati dal supplemento del lunedì di Repubblica, possono essere alquanto esplicativi.

Un cellulare in ricarica consuma circa 5 watt all’ora pari ad euro ogni mille ore di ricarica. Se si tiene conto che in Italia gli apparecchi attivi sono 80 milioni e che una ricarica media è di 5 ore al giorno, la spesa per l’energia elettrica in un anno per ricaricare i cellulari è di circa 145 milioni di euro.

Una parte di una scheda madre di un pc spento rimane accesa e consuma 4 watt all’ora cioè circa 6 euro l’anno. Se si calcola che in Italia solo i pc privati arrivano a circa 30 milioni di unità che da spenti assorbono 120 milioni di watt, il consumo totale tocca i 180 milioni di euro. In stand-by il pc consuma invece 6,84 watt e quindi 10 euro l’anno e in modalità acceso ed inattivo ben 120-150 watt, pari ad 1 euro ogni 40-50 ore.

Un altro dato incredibile è quello che riguarda i videoregistratori in stand-by. In pratica, un vhs ‘addormentato’, si alimenta a 3 watt all’ora e fa spendere al proprietario 5 euro all’anno solo per questo. Se, per esempio, viene utilizzato 2 ore al giorno, consuma durante le altre 22 ore in cui si trova in modalità stand-by, una quantità di energia ben 5 volte superiore a quella consumata nelle due ore in cui era acceso.

Secondo il direttore del mensile AF Digitale, Gianfranco Giardina, “i set-top box fanno finta di andare in stand-by, ma continuano ad assorbire energia elettrica: un danno da 50 megawatt”. I decoder fanno spendere dai 10 ai 20 euro all’anno, un vero salasso rispetto alle altre apparecchiature elettriche. Il risultato di tutte queste rilevazioni è che l’8% dei consumi di energia elettrica è utilizzato per tenere in stand-by gli apparecchi elettronici delle nostre case high-tech.