26 settembre 2007
Dopo una lunga e sofferta attesa ieri è stata presentata al mondo ufficialmente la beta dello store di Amazon per la musica digitale, Amazon MP3. Il servizio apre i battenti con un catalogo di oltre due milioni di brani, tutti in formato MP3 e senza alcuna protezione DRM. Non avere la protezione DRM vuol dire avere la libertà di ascoltare i brani scaricati su qualsiasi dispositivo portatile. Lo scopo è quello di cercare di contrastare lo strapotere di iTunes della Apple che, da solo, gestisce la maggioranza del download legale di musica su Internet. All’impresa partecipano circa diecimila case discografiche comprese due delle maggiori major: Emi e Universal. La scelta no-DRM di Amazon ha causato la defezione, però, di Sony BMG e Warner Music, non propense a percorrere la via DRM Free. I brani di Amazon vengono offerti ad un bit rate di 256 Kbps e costano tra gli 89 e i 99 centesimi di dollaro (contro i 99 con DRM e i 129 senza DRM di iTunes). Gli album variano tra i 5,99 e 9,99 dollari. Insomma un bell’affare per della musica che può essere riprodotta e masterizzata a proprio piacimento. Peccato solo che il catalogo sia aperto solo ai cittadini residenti negli Stati Uniti. Tutti gli altri possono solo navigare e visionare i brani ma non possono acquistarli.
12 settembre 2007
L’industria musicale sta cercando qualsiasi strada che le consenta di uscire dal pantano in cui si è ritrovata da qualche anno a questa parte. Universal Music e Sony BMG ci provano con i Ringle, termine che combina ‘Single’ e ‘Ringstones’. Confezionati come normali cd musicali singoli, i Ringle, conterranno tre versioni di una traccia musicale singola – un originale e i remix – unitamente al codice per poter scaricare dal web la suoneria connessa al brano. Sony BMG e Universal Music, fra Ottobre e Novembre prossimo, lanceranno rispettivamente 50 e 10 titoli. Molti sono i dubbi però che questa impresa fa sorgere (tantissime critiche e perplessità in rete), soprattutto sul prezzo, considerato poco competitivo e allettante. Secondo indiscrezioni, i Ringle, infatti, dovrebbero avere un prezzo di mercato compreso tra i 5.98 dollari e i 6.98. Tutto un’altra cifra rispetto all’acquisto di un brano e una suoneria su iTunes. Comprare un brano su iTunes insieme alla relativa suoneria (componibile con un software messo a disposizione da Apple) costa, infatti, appena 1.98 dollari con un risparmio sostanziale, quantificabile tra i 4 e i 5 dollari a brano. Inoltre, deve essere conteggiato anche lo spostamento necessario per recarsi nel negozio preposto alla vendita dei Ringle. La grande distribuzione sembra per ora avere risposto alla novità. Wal-mart, Target, Best Buy e Amazon si sarebbero già offerti come retailer. Le major e la distribuzione puntano sul periodo favorevole alle vendite di questo tipo che coincide con i mesi precedenti il periodo natalizio. Per molti, comunque, rimane un’avventura destinata a non avere successo e certamente una risposta inadeguata alla grave crisi del settore. La musica su supporto fisico sembra ormai giunta al capolinea e se l’industria musicale non si decide a trovare delle risposte serie e concrete si prospettano tempi duri per essa